Perché si chiama Scala dei Turchi: storia, pirati e leggenda
Si chiama Scala dei Turchi per due ragioni: "scala" per la forma a gradoni della falesia, "dei Turchi" per il ricordo dei pirati nordafricani che, secondo la tradizione, approdavano su questa costa e che in Sicilia venivano chiamati genericamente turchi. È la spiegazione che danno il FAI e diverse guide turistiche. Ma resta una tradizione: non abbiamo trovato documenti d'archivio su uno sbarco in questo punto preciso.
La prima metà del nome è la più solida: i gradini nascono dall'erosione degli strati più teneri della marna, come racconta la pagina sulla geologia.
Chi erano i "turchi"?
Non venivano dalla Turchia. Erano corsari saraceni e barbareschi del Nord Africa, chiamati turchi perché quelle coste ricadevano nell'orbita dell'Impero ottomano.
Per secoli razziarono le coste siciliane. Secondo un articolo di Elio Di Bella su Balarm (2022) le scorrerie in Sicilia andarono avanti fino agli inizi dell'Ottocento, con l'ultimo riscatto noto nel 1807; nella stessa provincia, sempre secondo quell'articolo, Licata fu presa e saccheggiata da Dragut nel luglio 1553. Si legge nella voce italiana di Wikipedia che le incursioni finirono con la battaglia di Lepanto, nel 1571: è quasi certamente una semplificazione.
Qual è la leggenda?
La versione che si racconta: la scogliera, riparata dai venti, era un approdo sicuro per i pirati, che da qui risalivano a saccheggiare villaggi come l'attuale Realmonte, nel Cinquecento. La riportano il sito turistico lavalledeitempli.it e il portale Italy for Movies; nessuno dei due cita documenti. Secondo Wikipedia e alcuni siti turistici, Realmonte è stata fondata nel 1681.
Anche Andrea Camilleri, nel suo primo romanzo, spiega il nome con i pirati saraceni che si fermavano qui ad aspettare il vento favorevole, e immagina ferri e pallettoni di vecchie battaglie che affiorano dalla marna. È letteratura, non una fonte storica: il romanzo e gli altri legami con i libri e il cinema sono nella pagina su Camilleri, Pirandello e il cinema.
Che cosa è documentato?
Un solo episodio datato è legato al luogo. Secondo l'articolo di Elio Di Bella su Balarm, l'8 agosto 1803 un gruppo di predoni salì di notte sulla marna verso Realmonte, razziò bestiame e fu respinto dai soldati borbonici, che lo costrinsero a reimbarcarsi. L'articolo non indica da quale documento venga la notizia e non abbiamo trovato altre fonti.
Per il resto non abbiamo trovato relazioni dei viceré, atti o documenti d'archivio che attestino uno sbarco proprio alla Scala. La voce inglese di Wikipedia ammette che le notizie su singole incursioni sono scarse e che il legame si regge su tradizione orale e toponimi. Il nome va preso per quello che è: una tradizione plausibile, non un fatto documentato.
Cosa resta delle difese contro i pirati?
Quello che resta di concreto della minaccia sono le torri di avvistamento lungo la costa.
- Torre di Monterosso, in contrada Pergole, nel territorio di Realmonte. Secondo il FAI è una torre a base quadrata di circa 12 metri per lato, costruita sul posto di una torre circolare più antica e inglobata nelle difese costiere della Seconda guerra mondiale; negli anni Sessanta una scala fu ripristinata per le riprese di un film. Sulla data le fonti si contraddicono. Wikipedia la attribuisce a Camillo Camilliani e la data al 1557, ma Camilliani ricevette l'incarico dal viceré Marcantonio Colonna solo nel 1583, e la stessa voce lo dice nato nel 1550: se la torre è sua non può essere del 1557. Il FAI la colloca nella prima metà del Cinquecento.
- Torre di Carlo V, a Porto Empedocle, a protezione del caricatore di grano di Girgenti, l'antico nome di Agrigento. Fu restaurata o ricostruita tra il 1549 e il 1554, sotto il viceré Vega, probabilmente su una torre più antica, e diventò poi un carcere borbonico. La trovi nella pagina su Porto Empedocle.
Realmonte: cosa sappiamo della sua storia
Secondo Wikipedia e alcuni siti turistici il paese nasce nel 1681, dopo l'acquisto delle terre da parte dei Monreale, duchi di Castrofilippo, e il primo nome sarebbe stato "Montereale". Le fonti concordano sull'anno, ma sono tutte secondarie: la data va ancora verificata su studi storici.
Molto più antica è la villa romana di Durrueli, detta anche di Punta Grande, alla foce del fiume Cottone, a circa 1,3 km in linea d'aria dalla Scala secondo le coordinate del Comune: una villa marittima del I secolo d.C. con mosaici e terme, riaperta il 1° giugno 2023 dopo lavori finanziati dal Parco archeologico della Valle dei Templi. Il Comune non pubblica orari di visita.
Nell'aprile 2026 Realmonte è stata l'unica finalista siciliana del Borgo dei Borghi di Rai 3, chiuso al decimo posto. La storia recente della scogliera, dal sequestro del 2020 alla proprietà pubblica, è nella pagina sulla cronaca.
Ha altri nomi? Baia dei Turchi e Scala dei Saraceni
Sulle carte il capo si chiama Punta di Maiata, o Majata, un nome che torna nel Lido Majata e nella Discesa Majata. In rete la scogliera si trova anche come "baia dei Turchi", "spiaggia dei Turchi" o "scogliera bianca". Chi cerca "Scala dei Saraceni" pensa alla stessa storia, perché i pirati della tradizione erano detti sia saraceni sia turchi; nelle fonti che abbiamo letto, però, il nome è sempre Scala dei Turchi. In inglese circola come Turkish Steps o Stair of the Turks.
Che cosa è stato girato qui?
Il film confermato è Malèna di Giuseppe Tornatore (2000): qui sono state girate alcune scene, secondo una sola fonte quelle sulla spiaggia con il protagonista e i suoi amici. La serie del commissario Montalbano, invece, è girata soprattutto nel Ragusano, e la casa del commissario è a Punta Secca, in provincia di Ragusa. Il portale Italy for Movies elenca le due serie di Montalbano tra le produzioni girate anche alla Scala, ma nessuna fonte indica in quale episodio. Cosa c'è davvero nei libri di Camilleri, e quali film e videoclip sono confermati, lo trovi nella pagina su Camilleri, Pirandello e il cinema.
Domande frequenti
Perché si chiama Scala dei Turchi?
Per la forma a gradoni della falesia, la scala, e per il ricordo dei pirati nordafricani, chiamati genericamente turchi, che secondo la tradizione approdavano su questa costa. È una tradizione: non sono stati trovati documenti d'archivio su uno sbarco proprio in questo punto.
Chi erano i turchi di cui si parla?
Corsari saraceni e barbareschi del Nord Africa, chiamati turchi perché quelle coste ricadevano nell'orbita dell'Impero ottomano. Non venivano dalla Turchia.
Qual è la leggenda della Scala dei Turchi?
Si racconta che la scogliera, riparata dai venti, fosse un approdo sicuro per i pirati, che da qui salivano a saccheggiare l'entroterra. L'unico episodio datato, l'8 agosto 1803, viene da un solo articolo divulgativo che non cita documenti d'archivio.
Cosa sono le incursioni barbaresche in Sicilia?
Le razzie dei corsari nordafricani sulle coste siciliane, contro cui furono costruite le torri di avvistamento. Secondo un articolo di Elio Di Bella su Balarm continuarono fino agli inizi dell'Ottocento: l'idea che siano finite con la battaglia di Lepanto, nel 1571, è quasi certamente una semplificazione.
Perché a volte si dice Scala dei Saraceni?
Perché i pirati della tradizione erano chiamati sia saraceni sia turchi. Nelle fonti che abbiamo consultato, dal FAI alle guide turistiche, il nome del luogo è sempre Scala dei Turchi.